Eugenio Finardi, sarà il perfetto portavoce di questo messaggio di unione e condivisione. Simbolo vivente dell’indipendenza artistica più totale, porta sul palco del Miela uno spettacolo che celebra i 40 anni della sua carriera e si chiama appunto «40 anni di Musica Ribelle». Uscì nel 1976 «Sugo», disco che lo ha portato al successo e in cui sono contenuti, oltre alla canzone-manifesto “Musica Ribelle”, alcuni tra i brani più rappresentativi della sua carriera, come “La Radio”, “Voglio” e “Oggi ho imparato a volare”. Nel tour attuale, Eugenio Finardi propone per la prima volta dal vivo l’intera scaletta dell’album «Sugo», utilizzando gli arrangiamenti e ove possibile anche gli strumenti originali degli anni Settanta e regalando riflessioni inedite sulla nascita dei brani del disco e sul metodo di lavoro in studio, completamente diverso 40 anni fa e oggi. Riportare dal vivo l’intera opera contenuta in «Sugo» significa far conoscere al pubblico un mondo musicale e umano prezioso: un’iniziativa che non ha nulla dell’operazione nostalgia, e che è mossa invece dall’esigenza di rispondere a domande che oggi come 40 anni fa, aprono un dibattito: cosa significa fare “musica ribelle”? Chi sono i “ribelli” al giorno d’oggi e nella società civile?

La lavorazione di «Sugo» aveva coinvolto alcuni tra i migliori musicisti italiani, tra cui Walter Calloni, Lucio Fabbri, Patrizio Fariselli, Paolo Tofani, etc… chiamati a raccolta da Finardi per realizzare, partendo dai brani che aveva scritto, un progetto musicale che prese vita e identità proprio durante le registrazioni: questo a testimonianza di un approccio “libero” forse oggi smarrito e che risultò essere una pietra miliare della musica italiana, grazie alla forza della poetica di Finardi che qui trova la sua prima espressione compiuta, ma anche grazie alla libertà creativa concessa a ciascun musicista coinvolto, in una sperimentazione continua testimoniata dal ritrovamento delle sessions originali.

PERCHÉ SUGO?

«Quando Gianni Sassi, fondatore dell’etichetta Cramps e mio
discografico di allora, mi chiese il titolo del disco risposi: 
“Perché amalgama sapori diversi per condire musica italiana”»

PERCHÉ MUSICA RIBELLE?

«Volevo che “Musica Ribelle” fosse un pezzo utile e travolgente. Che
trasmettesse tutta la grinta e la potenza del Rock ma con tutte le
caratteristiche della musica italiana: tonalità maggiore, melodia
accattivante, perfino i mandolini, anche se elettrici e amplificati da un
Marshall 200 watt. C’è addirittura un suono di synth suonato da 
Fariselli che riproduce le basse di una cornamusa sarda!».

Eugenio Finardi

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